| MARIANNA SI DA FUOCO |
|
| Scritto da contraria-mente | |
| domenica 01 giugno 2008 13:43 | |
|
Quando il potere annichilisce ogni speranza di vita La tragedia di ogni giorno non si riesce a camuffare sotto i variopinti colori dei governi. La quotidiana produzione di morte non è disgrazia ma progetto studiato a tavolino. Quando la carota non basta dietro la schiena c’è sempre pronto il manganello. Non ce la fanno più a nascondere la produzione di morte dietro una democrazia di facciata. Indipendentemente dai governi, non sanno più che pesce prendere a partire dalla stessa istituzione della Salute. L’esercito, negazione della vita, oltre che a morte ulteriore non potrà mai portare respon-sabilità e rispetto della vita dove anche la salute è un prodotto dell’economia. È proprio l’esercito che ha protetto un’economia di morte. Siamo ridotti male dove la furbizia del Masaniello veste i panni del re. La chiacchiera ridondante si valorizza come la merce mi-gliore dell’economia del capitale. Purché rimanga fine a se stessa. Per questo deve stare sotto controllo. Che la gente muore lì dove va a cercare cura è un progetto dei vari econo-misti, dei vari politici, dei vari governi dai mille colori. Chi ha voluto credere nell’istituzione fondando la propria vita sul diritto, sulla giustizia prima e sulla giustizia giusta dopo brucia i nostri corpi come lega a letto i vecchi come mette la gente in TSO. Un patibolo continuo con il diritto che fa da colonna sonora. Allora la nostra azione. L’azione dell’individuo. L’azione che abbandona la logica di potere e si avvia all’autogestione, con i metodi dell’auotonomia e dell’antiautoritarismo. L’azione che nell’autogestione scelga la relazione d’affinità, la relazione empatica alla relazione di dominio. (Leggi l'articolo)
|