| CONTRO LA CONTENZIONE |
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| Scritto da contraria-mente | |
| sabato 24 maggio 2008 21:41 | |
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GIUSEPPE CASU MUORE LEGATO A LETTO Assistenza e diritti. Critica alla contenzione e alle cattive pratiche. Oggi sempre più, a partire dal periodo di contestazione del manicomio, nei servizi per la Tutela della Salute Mentale, i Dipartimenti, si ripropone la logica manicomiale espressa da manifestazioni diverse ma essenzialmente da quelle che ormai hanno ussunto il nome di “cattive pratiche”. Di queste fanno parte le diverse forme di contenzione autoritaria, come la contenzione meccanica. Come dicono gli infermieri di “Assistenza e Diritti”, la contenzione, se sviluppata e routinaria è nelle varie strutture per l’assistenza ai vecchi, fino ad andare a sostituire la reale assistenza e un nursing abilitante, non si è mai fermata nei servizi di psichiatria anche dopo la “180”. Per quanto sotto silenzio sono tenuti i fatti reali della contenzione, la cronaca è sempre generosa nel raccontarci la violenza di tale pratica fino alla morte. Dalle cronache del “Comitato Verità e Giustizia per la morte del signor Giuseppe Casu” si apprende che: «I familiari del signor Giuseppe Casu, quando vanno a visitarlo, lo trovano sempre legato al letto, sedato, col panno e privo di coscienza. Nei momenti in cui riprende coscienza chiede di essere slegato. Gli stessi familiari segnalano l'evidente gonfiore ed il colore violaceo della mano destra, ma nessuno si preoccupa del suo stato di salute. Dopo una settimana il signor Giuseppe Casu muore, all'improvviso, sempre legato a quel letto da cui nessuno lo ha ancora liberato. Aveva 60 anni e non soffriva di nessuna malattia che lo potesse portare ad una fine così rapida ed improvvisa.» (LEGGI LA RECENSIONE) |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 24 maggio 2008 22:03 ) |