Pre-concetti

PRE-CONCETTI

 

Ci sono i “preconcetti” e ci sono i “pre-concetti”. Il confonderli non sempre appare operazione linda specie per le conseguenze di cui può partecipare. Ha veramente dei preconcetti la persona che si dirige liberamente o coattivamente di fronte allo psichiatra? Per non avere “preconcetti” guarderemo i “pre-concetti”. (Leggi l'articolo)

La Redazione

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(01/09/2009)

SORVEGLIATO MENTALE... a proposito di preconcetti

DA MALATI MENTALI A NON OMOLOGATI

 

Dal pregiudizio psichiatrico alla nuova religione democratica del pregiudizio anti-psichiatrico. Una critica trans-psichiatrica.

 

A Marzo 2009 è uscito, per le edizioni Nautilus, un opuscolo di Maria Rosaria D’Oronzo e Paola Minelli, “Sorvegliato mentale – Effetti collaterali degli psicofarmaci – Manuale d’uso”.

Nessuna teoria sgrassatrice è riuscita a rimuovere calcaree incrostazioni che dalla Psichiatria si sono accumulate nell’Anti-psichiatria.

“Sorvegliato mentale” si propone come un “manuale d’uso” necessario a comprendere quali siano gli effetti collaterali degli psicofarmaci. In un certo senso un tentativo di mettere in moto un pensiero che abbia la funzione di un pre-concetto contro i preconcetti. E che c’è di male? Tanto meglio se, quando volessimo assumere delle sostanze psicoattive, riuscissimo a capire qualcosa in più sugli effetti dannosi che tanti psicofarmaci possono provocare in noi e se in tale comprensione possiamo trovare un aiuto diverso. Gli eventuali benefici descritti rimangono faccenda del tutto personale di ognuno che ha deciso l’utilizzo di una sostanza. D’altra parte è contro gli effetti dannosi che è necessario porre l’attenzione e non certo sugli effetti benefici dove se ne incontrano. Tanto meglio quando il consenso informato, pur previsto dalla legislazione anche per la Salute Mentale, di fatto diventa, per più di un motivo, solo pura retorica e mai reale strumento per una relazione libera tra medico e paziente. Tanto meglio quando, anche per il consenso informato, in Salute Mentale la relazione tra sanitario e utente diventa ancora una volta mistificatoria.

Perché mai, in Salute Mentale più che negli altri settori della Salute, il “consenso informato” non si realizza, pur previsto dalla legge, al di là di un modulo firmato che va a rimpinzare la carpetta delle carte messe a posto? Questa è una delle enormi contraddizioni di un settore della Medicina che promette salute e si perpetua come Istituzione del Male Mentale. Una delle tante contraddizioni che lascia aperta un’occasione di lotta non contro la relazione d’aiuto, sempre importante, ma contro la relazione autoritaria e di potere lontana da ogni reale aiuto emancipativo e contro le sue realizzazioni sul territorio.

Sorvegliato mentale” può funzionare veramente come un manuale d’uso? Non saprei. Questo dipende da più fattori, non ultimo da come è usato il manuale stesso. Di fatto è una ulteriore produzione dell’Anti-psichiatria, più o meno medica, che ci spinge a considerare la necessità e l’urgenza di andare sia al di là del pregiudizio psichiatrico sia al di là del pregiudizio anti-psichiatrico.

Su “L’Incompatibile” A-Periodico di critica all’Istituzione psichiatrica, all’indirizzo http://www.incompatibile.altervista.org nello spazio “La Recensione” troveremo una recensione critica dell’opuscolo.

 

 

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(06 Sett. 2008) - I PRE-CONCETTI DI TRISTANO

“Di fronte alla psichiatria si lotta anche solo per sopravvivere. Chi ha esperito le torture rituali della psichiatria odierna sa quanto è duro sopravvivere, non solo fisicamente, ma anche mentalmente, alle sevizie ed alla crudeltà ammantata della psichiatria. Il menticidio rituale non è più una circostanza orwelliana del noto romanzo 1984, è la prassi istituzionale della salute mentale odierna. Le famose parole «ogni cosa che dirai potrà essere usata contro di te» sono oggi più pertinenti alla psicopolizia psichiatrica — la quale ha il diritto di revocare la libertà dei cittadini in modo arbitrario e sistematico — che non alle forze di polizia ordinaria.”

Tristano Ajmone

I preconcetti psichiatrici sono come i pregiudizi psichiatrici. Chi si trova ad avere a che fare con i preconcetti e i pregiudizi delle Psichiatrie del Dipartimento, e non stiamo qua parlando di Manicomio, volenti o nolenti ma comunque a sue spese, imparerà dei pre-concetti. Questi possono essere necessari lì dove all’individuo sia rimasta anche solo una scintilla del lume necessaria a capire che il processo di “guarigione” incomincia quando incomincia la conquista dell’autonomia personale e cessa la delega totale della propria vita e della propria salute all’istituzione del male mentale. Ajmone è uno di quelli che delle Psichiatrie del Dipartimento in pregiudizi e preconcetti ha conosciuto quanto basta per farsi dei pre-concetti che per noi oggi sono prezioso dono.

Il 6 Febbraio 2008 Tristano Ajmone ha partecipato alla trasmissione televisiva Prima Serata, narrando la propria esperienza in psichiatria: la repressione psichiatrica subita nelle carceri, negli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) e nella psichiatria territoriale; ma anche della sofferenza in quanto disagio interiore che va superato per riconquistare la vita. Durante la trasmissione vi è un confronto in diretta telefonica tra Tristano e il dottor Antonino Calogero, psichiatra e direttore dell’OPG Castiglione delle Stiviere, in cui Tristano denuncia le violenze estreme praticate negli ospedali psichiatrici giudiziari italiani.

Solo una delle cose che Tristano ci racconta. Il suo sito è un unico, complesso e ricco documento di testimonianza e denuncia dell’attuale organizzazione delle Psichiatrie: il Dipartimento di Salute Mentale (DSM). Visita il sito di Tristano.

La Redazione

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PSICHIATRI ACCUSATI DI OMICIDIO COLPOSO

Casu era morto in psichiatria. Di Giampaolo Turri, capo del servizio psichiatrico dell’ospedale Santissima Trinità di Is Morrionis, è stato sospeso dalla Als competente. Nei suoi confronti c’è un procedimento giudiziario che lo vede imputato di omicidio colposo per la morte dell'ambulante quartese. Maria Cantone, l'altro psichiatra anche essa accusata di omicidio colposo e rinviata a giudizio, si era dimessa già il 15 agosto 2007. È con pre-giudizi di questo tipo che le persone si relazionano con lo psichiatra. (Leggi articolo)

Ulteriori informazioni sulla morte di Giuseppe Casu sono rinvenibili in:

http://www.comitatogiuseppecasu.it (Comintato verità e giustizia per Giuseppe Casu)

http://www.reti-invisibili.net/giuseppecasu/indices/index_649.html

 

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VENGO DALLA PICCOLA VALLE

Sono molti i preconcetti che non solo la gente comune ma anche i professionisti del settore abbiamo sulla psichiatria e sui suoi strumenti. Lo psicologo Natale Adornetto lascia volentieni i preconcetti a chi ce l'ha e ci presenta un documento testimonianza di una serie di incontri non propriamente empatici con la Salute Mentale.

La psichiatria siciliana, in una cornice dalla roccia lavica catanese alla “meusa” e “pani e panelle” palermitani, è stata artefice della triste vicenda di una persona rivoltasi con richiesta d’aiuto ai Servizi per la Tutela della Salute Mentale. Il Dottore Adornetto non è l’unico e solo sporadico caso uscito fuori dalla statistica; fuori da quei numeri non pubblicabili nemmeno se quadrati a tavolino. È solo uno di quei pochi che, nel disastro, ha avuto la fortuna di poterla raccontare. (Vedi Natale Adornetto)

 

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LESIONI DA PSICOFARMACI SUI BAMBINI

«Firenze: il 25 ottobre 2005- Si è concluso il processo alla dottoressa Donatella Marazziti (allieva del Prof. Gian Battista Cassano il padre dell'elettroshock) con la requisitoria della Difesa; (chiesti dal sostituto procuratore Ornella Galeotti, due anni di reclusione, è come provvisionale un milione di euro come risarcimento danni. Nella attesa della lettura della sentenza prevista per il 24 di novembre. La Dott.ssa Marazziti è accusata di lesioni gravi e volontarie ai danni di una sua giovanissima paziente (Veronica) che nel 1999 si era rivolta a Lei per risolvere un problema di obesità. Aveva 11 anni. La dottoressa le prescrisse due farmaci non autorizzati senza ottenere il consenso informato come previsto dalle normative; è nel 1999 non erano ancora stati inseriti neanche nel prontuario farmaceutico del Ministero della salute.»
«Somministrare ad una bambina di 11 anni farmaci non ancora testati scientificamente con l’intento dichiarato di verificarne gli effetti collaterali è qualcosa che va oltre il pur gravissimo reato penale connesso ai comprovati danni fisici provocati. E’ un attentato ai diritti fondamentali e inviolabili ed alla sacralità della vita umana. (...) Il giorno 29 aprile la Corte Suprema di Cassazione Penale, quarta sezione, si troverà a discutere il procedimento nei confronti della Dott.ssa Donatella Marazziti che, come abbiamo già ampiamente avuto modo di segnalare, è stata condannata nei primi due gradi di giudizio. (...) Antonina Triolo.»
(COMUNICATO STAMPA)

http://www.giulemanidaibambinionlus.com/webfarm/blog.inc.php?metodo=read&target=#

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UNO PSICOLOGO DENUNCIA

Uno psicologo, psicoterapeuta, racconta uno dei tanti episodi che, da operatore, s’è trovato a vivere negli ambienti della psichiatria. Un documento denuncia interessante anche perché proveniente da un operatore direttamente testimone. Molti degli operatori della Salute Mentale sono sempre poco disponibili a raccontare cosa avviene sotto i loro occhi anche negli attuali Dipartimenti di Salute Mentale. Questa è una grande complicità di quegli operatori non solo con la Psichiatria di sempre ma anche con l’attuale Azienda Sanitaria. Lavoro da qualche anno nelle comunità. Sensazione di morire. Le voci che le gridano puttana. Ora è giustamente incazzata, indifferente e triste. Hanno comunque deciso di chiuderla. Un salto logico e concettuale che io non so colmare: se la malattia è mentale perché si interviene chimicamente sul cervello? In psichiatria si creano nuove diagnosi tra aumento dei pazienti e uso di psicofarmaci. Farmaci che aiutano, che calmano, che sedano, che tranquillizzano. Quale la causa e quale l’effetto poco importa. Nel reparto la contenzione è anche fisica. Legati al letto mani e piedi. Legato e pazzo. Fascette e farmaci. una vita difficilmente sostenibile. Marì dopo i suoi 8 anni in psichiatria è molto collaborativa.